Mari
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Mari è una dea appartenente al pantheon basco, considerata patrona dei Pirenei e delle caverne profonde.
Controlla le tempeste ed è spesso identificata con i fulmini, coi quali pare emerga dalle caverne durante i temporali.
È raffigurata in varie forme, come quella di donna, di donna con zampe da uccello, di albero infuocato, di donna in fiamme, di fulmine, arcobaleno, o nuvole.
Nella sua forma di donna, più comune, è descritta come seduta su un trono o all'entrata di una caverna.
Dea onnipotente, è ai vertici del pantheon pagano basco, e il significato del suo nome può essere interpretato come "Signora".
I devoti devono tenere ben saldi i dettami morali della dea, che odia i bugiardi, i ladri e chi si vanta oltre misura.
Va trattata da regina quale è, e mai e poi mai bisogna cercare di rubare dalle caverne nelle quali dimora le tantissime gemme preziose che vi si trovano, che in ogni caso si trasformerebbero in carbone una volta usciti dalla caverna.
È buona usanza richiedere il suo permesso e la sua benedizione ogni volta che si entra in un posto a lei associato, e non ci si può sedere nei luoghi nei quali è avvertita la sua presenza.
Invocata spesso anche dai viandanti che si perdono, pare che esclamando il suo nome per tre volte compaia per fornire la giusta direzione.
Mari possiede inoltre un accurato dono profetico, può proteggere e guarire malattie tramite le erbe e l'acqua che cade dalle stalattiti.
Dopo l'avvento del Cristianesimo Mari è stata poi riclassificata come Regina delle Streghe, e i suoi devoti venivano arrestati dall'Inquisizione e accusati di stregoneria.
Tuttavia, il suo culto non è mai cessato e ancora oggi Mari è una divinità pagana molto popolare.
Ostile al Cristianesimo, per ovvie ragioni, dai suoi devoti non tollera niente che lo ricordi.
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