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Hapi


Hapi

Hapi è una delle divinità più antiche del pantheon egizio e rappresentava l'incarnazione della fecondità delle inondazioni del Nilo.

A differenza degli altri dèi che hanno perlopiù rappresentazioni zoomorfe, è raffigurato in una maniera peculiare con le sembianze di un uomo con seni pendenti e pancia cadente, spesso con pelle verde o blu.


Porta inoltre spesso tra le mani offerte o simboli di prosperità o piante acquatiche.

Si pensava che vivesse in una caverna presso la presunta sorgente del Nilo vicino ad Assuan, e il culto di Hapi era localizzato principalmente presso la Prima Cataratta denominata Elefantina, dove era posto il nilometro ufficiale, uno strumento di misurazione che veniva attentamente monitorato dai suoi sacerdoti per prevedere il livello dell'inondazione.

L'inondazione annuale del Nilo era considerato un elemento di importanza cruciale, dal momento che il fiume portava con sé sedimenti fertili e ricchi di minerali che rinnovavano i terreni e garantivano raccolti abbondanti, e in quanto personificazione di questo evento, Hapi era celebrato in feste in suo onore, durante le quali gli veniva espressa gratitudine e la richiesta che continuasse a benedire l'Egitto anche negli anni a venire.


Hapi svolse inoltre un ruolo simbolico nell'unione tra Alto e Basso Egitto, al punto da venire talvolta chiamato con l'epiteto di "unificatore dei regni", e tale ruolo si può evincere da alcune rappresentazioni che lo mostrano legare tra loro il papiro e il loto, simboli dei due regni.

Venerando Hapi, gli egizi dimostravano la loro gratitudine alle divinità, il loro desiderio di prosperità, e una comprensione intrinseca di quanto le acque del Nilo fossero vitali per la loro sopravvivenza e la loro civiltà.

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