Daji
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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La leggenda di Daji è arrivata sino a noi tramite il popolare romanzo cinese Fengshen Yanyi, traducibile come "La canonizzazione degli dèi", scritto durante la dinastia Ming.
La novella racconta di come Daji fosse l'incarnazione di una potentissima kitsune, evocata da Nu Wa, sovrano celeste, per corrompere Di Xin, tiranno della dinastia Shang.
Nu Wa assegnò a Daji il compito di far impazzire il sovrano fino al punto di farlo odiare dalla sua stessa gente, promettendole l'immortalità al compimento della sua missione.
Di Xin, meglio noto come Zhou, amava Daji al punto da fare di tutto per ingraziarsela.
Costruì infatti per lei un'intera cittadella zoologica piena di uccelli e animali rari, chiamò i migliori artisti perché componessero musiche e coreografie per la sua amata, organizzò banchetti con ogni tipo di spettacolo solo per compiacerla, e fece addirittura uccidere alcune servitrici che osarono contraddire Daji.
Dal canto suo, Daji si fece prendere la mano con la follia e divenne temutissima dal popolo. In un aneddoto si racconta che una volta vide un contadino camminare a piedi nudi sul ghiaccio, e ordinò che gli si tagliassero i piedi per poter studiare il motivo di tale resistenza. Un altro invece narra di come inventò uno strumento di tortura chiamato Paolao: un cilindro di bronzo ricoperto d'olio riscaldato, sul quale la vittima doveva restare in equilibrio per evitare di cadere nella fornace sottostante.
L'odio e l'acredine verso Zhou e Daji crebbero rapidamente, e al primo attacco di una dinastia nemica il popolo si arrese quasi con gioia mentre buona parte dei soldati depose le armi o addirittura passò alle fila dell'esercito nemico.
Zhou, vedendo il suo impero condannato, si suicidò dandosi fuoco, mentre Daji venne punita da Nu Wa, che revocò la promessa di immortalità e la abbandonò al proprio destino a causa delle atrocità commesse.
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