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Shu


Shu

Personificazione dell'aria, dell'atmosfera e del vento, nella mitologia egizia Shu era la divinità primordiale della luce che, secondo il Mito della Creazione, ruppe le tenebre.


Il suo nome significa "Colui Che solleva" e deriva dalla sua principale funzione mitologica: la divisione di suo figlio Geb, la terra, da sua figlia Nut, il cielo.


Comunemente rappresentato con una piuma di struzzo sulla testa (che era anche il geroglifico per indicare il suo nome), o con un copricapo con quattro piume simboleggianti i pilastri posti a sorreggere la volta celeste, Shu simboleggiava l'aria, intesa come soffio di vita e brezza rigenerante, ed era perciò associato a un'influenza pacificatrice.


Nonostante questo era ritenuto anche un dio pericoloso, soprattutto quando lo si poneva nella Duat (l'oltretomba). Qui infatti si credeva guidasse una folla di assassini e torturatori, che con la loro forza distruttrice costituivano una grande pericolo per le anime dei defunti.


Era comunemente raffigurato sui poggiatesta su cui gli egizi appoggiavano il capo per dormire (un pregevole esemplare è stato rinvenuto nella tomba di Tutankhamon): si credeva infatti che Shu vegliasse sul sonno dei mortali.

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